Carnevale in Campania

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Carnevale in Campania

Nella Mediateca delle Feste sono custoditi documenti, tra l’altro, inerenti al Carnevale. L’archivio, molto ben nutrito si compone di documenti video, foto, testi di studiosi locali e manifesti. Sappiamo che l’inizio del Carnevale parte con la festa di Sant’Antonio Abate (Sant’Antuono) 17 gennaio ed il tutto è avvalorato dal detto napoletano: ‘A Sant’Antuono maschere e suono. Molti fanno risalire l’inizio del Carnevale un pochino prima ed esattamente con la festa della Befana. Durante l'impero Romano, alla fine del vecchio anno, un uomo coperto di pelli di capra veniva portato in processione e colpito con bacchette, come accadeva o accade ancora in determinate zone. Il Carnevale moderno è una festa legata al ciclo della cristianità. I documenti legati a questa parte dell’anno presenti nella Mediateca partono con tre maschere che rappresentano l’inizio del Carnevale ed il passaggio stagionale. Hanno il compito di terrorizzare le persone che incontrano, quello di fare baccano con i campanacci e di raccogliere cibarie. Le tre maschere le troviamo in tre provincie differenti quelle di Avellino, Benevento e Caserta ma sempre in paesi montani. Non mancano le rappresentazioni recitate come: La Zeza, in provincia di Napoli ed Avellino, le Zingarate in provincia di Caserta e Benevento o la rappresentazione dei 12 Mesi presente in tutte le cinque provincie della Campania. Fanno da cornice, ma non di minore impatto e importanza le esibizioni musicali dove compaiono balli di gruppo come: La cattura dell'Orso, le Quadriglie, il Laccio d'amore, la N' Drezzata, il Ball'intreccio, la Montemaranese e il Caporaballa, Prim'ommo, La Zeza di Cannone (manifestazione scomparsa). Da non dimenticare, infine, le sfilate di maschere, come il Carnevale Morto, Il corteo degli Sposi e la Maschkarata. Tutte le rappresentazioni carnevalesche rimandavano ad un significato atto a proteggere dagli spiriti dell'inverno ed a propiziare un buon raccolto; era, e forse è, un momento di buon auspicio per augurarsi buona salute e fertilità, ma soprattutto un portatore d’equilibrio nel ciclo naturale della vita.