Al Museo delle Feste sono esposti costumi ed oggetti utilizzati nelle rappresentazioni dei varie riti festivi che si svolgono in Campania. Essi sono stati realizzati da persone che per fede hanno costruito gli oggetti da portare in processione o come offerta, dopo aver ottenuto una guarigione, o perché in attesa di una grazia. Questi oggetti dall’aspetto gradevole, ma semplici nella loro composizione richiedono una complessità di fattura in cui bisogna essere esperti di varie attività manuali che vanno dalla falegnameria alla costruzione e decorazione. Gli oggetti realizzati non rientrano come prodotti che possono essere usati nelle attività della vita quotidiana, perché hanno un solo scopo quello di essere offerte al sacro e in alcuni casi, per esempio, avviene che dopo l’uso rituale, gli oggetti vengano bruciati o smantellati perché questo aspetto potrebbe essere parte del rito.
Il Museo custodisce questi manufatti perché gli stessi proprietari hanno voluto che se ne conservasse la memoria da destinare al futuro ed essi fanno da cornice lungo il percorso delle due sale espositive del Museo come a testimonianza di espressioni di fede.
Le varie riprese visionabili al Centro di Documentazione mostrano in che modo gli artefatti sono fabbricati e si può notare che i realizzatori non seguono un piano di lavoro od uno schema progettuale, ma le varie fasi si susseguono in modo spontaneo dettate dal gusto che fa in modo, in una maniera o nell’altra, che la realizzazione ultima andrebbe sempre a buon fine. Per questa loro spontaneità, che è sintomatica degli artisti, si potrebbero inserire i realizzatori di questi oggetti come seguaci dell’Art Brut, Arte Grezza o Arte Spontanea. "Jean Debuffet nel 1945 crea il termine Art Brut volendo indicare quell'arte spontanea, istintiva, infantile priva di implicazioni estetiche e di problematiche culturali". *(Da Picasso a Warhol - Carlo F. Bilotti - Rubbettino Ed. 2005) Se a noi quest'arte si presenta "Cruda, umile, grezza", una domanda possiamo farci "Che cos’è l’Arte Grezza o Arte Spontanea? E’ una pulsione che nasce in alcuni uomini in circostanze o ambienti estremi (carceri, manicomi, situazioni di esclusione sociale) e che li induce a elaborare oggetti o forme rappresentative mai viste prima. Delle vere opere d’arte spontanee, fuori da qualsiasi tradizione o pregiudizio culturale" *(Blog - La valigia dell'artista "L’arte va servita grezza" - Riccardo Moretti 13 feb. 2014). Questa Arte Spontanea raccoglie diverse forme incisive non codificate, l’artista più delle volte è un autodidatta, non ha un percorso di studi, dipinge, scolpisce costruisce in forma istintiva e il valore delle opere deriva proprio dal loro carattere genuinamente individuale. Giuseppina riscalda le piccole candele nell'acqua calda per poi annodarle in spirali, come i disegni delle grotte di Rouffignac e sistemarle su di una struttura fatta di legno e ferro filato avendo la sagoma di una grande foglia che loro chiamano "Palma". Lei non conosce il significato di questa costruzione, anche se non è l'unica a creare questo oggetto che viene offerto in onore di San Vito, ma ogni "Palma" realizzata è differente l'una dall'altra e come Giuseppina che in prossimità della festa dedica le ore serali per la realizzazione della "Palma", nello stesso modo altri come lei creano oggetti da offrire in modo spontaneo, manufatti nati dalla espressività artistica latente in ogni essere umano.

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