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Festa Maria SS. di Gerusalemme

Festa Maria SS. di Gerusalemme

Nel 1805 i Bellonesi, grati alla Vergine per essere scampati alla furia del terremoto del 26 luglio, decisero di far scolpire una statua di legno. Il 27 dicembre dello stesso anno venne stipulato un accordo tra gli Economi della Festa ed il Priore dei Serviti, in virtù del quale la statua sarebbe rimasta sul monte Rageto. I Bellonesi avrebbero potuto ogni tanto trasportarla in paese, ma solo previa autorizzazione dei frati. Ai primi del 1806 la statua era già pronta ed ogni anno, prima di Pasqua, essa veniva portata in Bellona per essere poi riconsegnata in solenne processione ai Serviti il Martedì in Albis. Si può pertanto affermare che i festeggiamenti in onore di Maria SS di Gerusalemme, così come vengono ancora oggi celebrati, abbiano avuto inizio nell’anno 1806. Nelle prime edizioni essi si caratterizzarono per l’ispirazione di sincera religiosità e di sereno raccoglimento; per la progettazione semplice, quasi alla buona, per lo sviluppo snello e certamente non defaticante. Ma sebbene i festeggiamenti ebbero inizio meno di due secoli fa, il culto della Beata Vergine è di molto più antico, essendosi sviluppato già nella prima metà del cinquecento. La giornata del Martedì in Albis è rimasta giorno sacro a Maria SS di Gerusalemme e, conseguentemente, punto centrale dei festeggiamenti, in ricordo della processione di quel lontano Martedì in Albis del 23 aprile 1549 quando il popolo di Capua ascese al monte Rageto per venerare la famosa immagine dipinta nella cappella ‘Sancta Jerusalem’. Il 7 agosto 1809, un decreto di Gioacchino Napoleone dichiarava decadute nel Reame di Napoli tutte le corporazioni religiose che possedessero beni materiali. Per effetto di tale decreto, anche la comunità dei Servi di Maria venne sciolta ed il monastero fu abbandonato. La statua della Madonna, dopo una contesa tra i cittadini di Bellona e quelli di Pontelatone, nell’anno 1810, venne definitivamente trasferita a Bellona e collocata in un tabernacolo su di un altare a Lei dedicato. Bellona raccolse così tutta l’eredità del culto di Maria SS di_Gerusalemme.
dr. Giovanni Giudicianni

Paese mslm: 80 Pianura

Festa mslm: 80 Pianura

L'uomo da sempre si è espresso attraverso “il gesto che crea” e lo ha sempre fatto nel quotidiano con il lavoro, il divertimento, la preparazione del cibo ed è proprio da uno di questi gesti che è nato il dolce così caro agli abitanti dei comuni che sorgono alle pendici dei monti Tribulani o Colli Caprensi. Il dolce è chiamato “Pizza Figliata” ma non ha la forma della pizza, anzi, ha l’aspetto di un tronchetto di pasta che avvolge all’interno frutta secca e miele. È una specie di strudel che è un dolce di origine turca, il (o anche la) baklava, introdotto in Europa arrivando fino a noi in Campania con il nome di Pizza Figliata assumendo la forma di una spirale. Il gesto che ha forgiato questo dolce a forma di serpente forse voleva simbolizzare il messaggio di “rappresentazione dei ritmi ciclici della vita”, che ogni volta si auto-rigenera ed è forse uno dei motivi per chiamarla Pizza Figliata.

Ricetta
INGREDIENTI PER IL RIPIENO
100 gr. nocciole sgusciate
100 gr. noci sgusciate
25 gr. pinoli
25 gr. uva sultanina
100 gr. cioccolato fondente
1 limone
100 gr. cedro candito
500 gr. di miele
4 bustine di vanillina
200 gr. zucchero

PREPARAZIONE PER IL RIPIENO
Tritare le nocciole, aggiungere i pinoli, l'uva sultanina, la cioccolata tagliata a piccoli pezzi, il cedro tagliato a cubetti, la buccia di limone grattugiata, la vanillina e lo zucchero.

PROCEDIMENTO
Preparare una sfoglia ovale, ricoprirla con il ripieno, spennellare con il miele a filo (conservarne una parte), arrotolare e ripiegare a forma di ciambella aperta.
Sistemare in una teglia unta e cuocere al forno a 180° fino a che la superficie diventi dorata.
Sfornare e decorare il dolce con il miele e confettini colorati a piacere.

I documenti della ricerca etnografica che vengono conservati al Museo delle Feste - Centro di Documentazione Demologico e consultabili nella Mediateca delle feste sono una delle raccolte più esaustive sulla ricerca etnografica della Campania e sono protette affinché non si disperdi la memoria dei cicli festivi della Regione. La documentazione sulle singole feste o riti festivi possono essere visionati o per semplice curiosità oppure per avviare una ricerca ed utilizzare il materiale per iniziare, completare o integrare una ricerca demoetnoantropologica. I documenti di ricerca denominati “Card della Festa” contengono tutte quelle informazioni sulla ritualità da visionare ed un abstract che spiega in modo semplice l’evento, la data della festa e la data in cui è stata documentata, riprese video e foto del rito, mappa in cui viene svolto l’evento con le informazioni geografiche, l’immagine del santino se è un rito sacro, il manifesto della festa, pubblicazioni di studiosi inerenti la ritualità e si completa con l’ascolto di file audio: musica sacra, canti popolari e racconti. Alcune ritualità mantengono ancora viva la preparazione di un piatto legato all’evento, perciò è possibile che si possa trovare nel documento un’icona che rimanda al cibo, con ricette, menù e bevande.

Scheda del Documento

  • Genere Festa Sacra
  • Data 02/04/2013
  • Variabile Martedì in Albis
  • Orario 06.00 - 13.00
  • Comune Bellona
  • Frazione
  • Provincia Caserta
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