Leggende dei riti festivi in Campania

Presentazione
Leggende dei riti festivi in Campania

L’uomo comunica attraverso il gesto e la parola così il racconto, sia veritiero che fantastico, lascia sempre un momento che attira attenzione e di sospensione narrativa. Attraverso il racconto fa rivive una storia, anche senza averla vissuta in prima persona e l’ascoltatore è interessato ad esso sentendo che la storia prende forma e colma un vuoto archetipale che solo così facendo rigenera il mito e/o la leggenda. Il racconto non appartiene solo al passato; oggi ci sono programmi televisivi in cui lo spettacolo sta proprio nel raccontare alla gente storie personali e questo viene recepito dal pubblico con un certo interesse. Una volta, tempi addietro, dopo il lavoro, invece, la gente si ritrovava vicino al camino e i nonni raccontavano ai più piccoli storie fantastiche ed i bambini ascoltavano con interesse. Abbiamo osservato che durante le visite al Museo delle Feste, da parte delle scuole primarie e/o secondarie, che l’attenzione degli alunni è più marcata quando ci si sofferma d’avanti ad un manufatto e si racconta la leggenda collegata ad esso. “Leggende dei riti festivi in Campania” si propone una diffusione di un fumetto da distribuire a tutti gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie. La pubblicazione è composta da disegni in bianco e nero con una didascalia ed inoltre a fine di ogni racconto viene pubblicato un QR Code che serve per poter accedere ad un video animato che riproduce il racconto appena letto. La pubblicazione consta di 5 leggende con 5 racconti disegnati e 5 racconti animati in video. Questi racconti animati sono una serie di brevi video, pensati per un pubblico di ragazzi e adulti. La struttura di questi video si presenta con vignette, con inquadratura fissa, che si susseguono l’una all’altra, come nel fumetto, con figure e disegni in movimento che agiscono secondo la trama della storia. Un tipo di animazione che richiama alla mente le illustrazioni di un libro o al teatro delle ombra ancora oggi presente in alcune aree del lontano oriente o del sud-est asiatico, forse nato oltre 2000 anni fa. Il disegno non ha prospettiva e le figure si presentano o frontali oppure di profilo a far ricordare i geroglifici dell’antico egizio o precisamente i disegni dei bambini, vogliono volutamente rimandare ai segni riconducibili all’infanzia. Non ha caso, i maestri della new comic inglese, come Mark Baker ha disegnato Peppa Pig in modo elementare affinché i bambini si potessero ritrovare in quel segno. Per questo motivo si è scelto un tratto essenziale per queste video-leggende e presentate in modo elementare così come sono elementari i disegni che possono essere realizzati dalla maggior parte dei bambini. Le leggende in video non sono raccontate con didascalie, ma con immagini in movimento e una voce narrante proprio come in uno spettacolo di burattini o di marionette. Lo scopo di questa pubblicazione è quello di sensibilizzare gli insegnanti affinché possano, nelle loro ore di lezione, leggere i racconti agli alunni. L’analisi, che ne sortirà, da queste favole sarà molteplice ed interessante per l’alunno e per la stessa didattica, perché darà l’opportunità di approfondire diverse materie: dalla costruzione linguistica del racconto nei quali i personaggi interagiscono, fornirà informazioni del luogo dove viene rappresentato e il periodo storico in cui evento accade. Essendo racconti di leggende di fondazione relativi alle feste, l’alunno affronta, inconsapevolmente la sperimentazione “semplice" dell’etnografia che è lo scrigno culturale di un popolo e che sta alla base della ricerca del Museo delle Feste.